domenica 24 aprile 2016

CSR GENOVA IN PIAZZA CONTRO IL FASCISMO

Ecco alcune foto del corteo di stamattina. Prima vera e propria presenza organizzata del CSR in corteo a Genova, tanti ragazzi determinati ed entusiasti hanno riempito il nostro spezzone, il più numeroso della componente studentesca. Si replica domattina! Ore 10:30 in largo Boccardo! Antifascismo è anticapitalismo, questa la nostra parola d'ordine.











lunedì 7 marzo 2016

Yoox e Unibo: l’eccellenza… dello sfruttamento!

Apprendiamo della fondazione del CDE (Center for Digital-Business Education), “primo centro in Europa per la formazione manageriale sul digital-business”, ennesima operazione di “sinergia” tra Unibo e mondo del lavoro… cioè tra Unibo e capitalisti, perché la cura e l’amore di Unibo per i lavoratori in lotta contro il supersfruttamento sono un po’ meno intensi.
Fatto sta che a Bologna Yoox (e la cooperativa appaltante Mr. Job) è sinonimo di sfruttamento brutale, molestie, licenziamento politico di lavoratrici sindacalizzate.
Viene quindi fatto un passo avanti nella formazione di manager, di esperti dello sfruttamento che potranno sbizzarrirsi nella ricerca del massimo profitto sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici, imparando dalla tradizione d’eccellenza che in questo campo la Yoox può vantare. Il tutto con la benedizione del rettore e del governatore Bonaccini, lo stesso che ha salutato (insieme coi vertici dei sindacati confederali) come una “vittoria” il licenziamento di 193 operai della Saeco di Gaggio Montano, nell’Appennino bolognese. Vittoria per il padrone sicuramente, non certo per i lavoratori. Così come queste magnifiche partnership tra Unibo e imprese non sono altro che passi in avanti verso la privatizzazione dell’istruzione pubblica, verso la sua totale dipendenza dalla necessità di ricavare il maggiore profitto economico possibile sia dai lavoratori “manuali” sia da quelli “intellettuali” che escono dall’università e che vanno “valorizzati” non in quanto persone dotate di una propria cultura, ma in quanto merce, in quanto forza-lavoro “di qualità” da sfruttare per vincere la competizione fra capitale, per vincere il gioco al massacro su cui è basata la nostra economia, che produce disoccupazione di massa, fame, guerra (oggi molto vicino al patrio suolo, a ricordarci che la guerra continua a essere una realtà quotidiana del capitalismo).
Contro la logica dello sfruttamento selvaggio, contro la repressione delle lotte, contro l’aria guerrafondaia che tira in Unibo e in tutto il paese, manifesteremo l’undici e il dodici marzo, per una ricomposizione di tutte le istanze di studenti e lavoratori, di tutti gli sfruttati e gli oppressi, per una prospettiva anticapitalista e rivoluzionaria di uscita dalla crisi dei padroni e dei loro profitti.

Studenti Rivoluzionari Bologna

venerdì 26 febbraio 2016

Chi è che provoca? Panebianco e la guerra in Libia

Articolo degli Studenti Rivoluzionari Bologna


Angelo Panebianco, firma del Corriere della Sera e docente dell’Università di Bologna, è stato contestato due volte  dagli studenti del CUA e dell’Assemblea Scienze Politiche durante il suo corso di “Teorie della pace e della guerra” alla facoltà di Scienze Politiche. Subito si sono levati gli scudi in difesa di Panebianco, colpito dall’ennesima “infamia” (così Romano Prodi, noto esempio di paladino degli studenti e degli sfruttati). Aldilà delle modalità di questa o quella contestazione, noi siamo convinti che l’infamia sia quella di rispondere alla legittima contestazione studentesca di un docente che fa propaganda a favore di interventi armati all’estero (Panebianco ha preso questa posizione anche recentemente, il 14 febbraio scorso, sul Corriere della Sera a proposito della Libia) con la sospensione delle lezioni e il loro svolgimento ad “accesso controllato” per tenere fuori chi osa criticare le posizioni dei docenti dell’Unibo. Fino a prova contraria, le lezioni universitarie sono eventi pubblici ai quali non può essere negato l’accesso. Certo, tra aule strapiene e carenti, tagli alle borse di studio e aumento delle tasse, repressione del dissenso, si può dire che l’università pubblica, su spinta del ministero e della borghesia, stia facendo il possibile per cacciare gli studenti proletari e per emarginare qualsiasi voce critica. In spregio alla libertà di parola che gli stessi “sinceri democratici” rivendicano: libertà di parola per i docenti, gli studenti possono anche farne a meno! Anzi, per non farsi mancare nulla, è partita la solita canea reazionaria per far trionfare la legalità, cioè la repressione: schedati i partecipanti alle contestazioni, dal ministro Giannini al responsabile scuola PD Puglisi al rettore Ubertini, è tutto un chiedere condanne esemplari. In un’università infestata da massoni, clericali e guerrafondai, il problema evidentemente è chi contesta questi ultimi.
In opposizione a lorsignori, che rivendicano senza battere ciglio la distruzione di fatto dell’università pubblica, l’attacco a tutto tondo alle condizioni di vita di studenti e lavoratori, gli interventi guerrafondai all’estero di un rinnovato imperialismo (straccione) italiano, noi ripetiamo: la spesa militare, come tante altre, dimostra di soldi per i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, gli studenti ce ne sarebbero eccome! Ma le priorità della spesa pubblica e degli investimenti sono decise dai “soliti noti”: banchieri, industriali, palazzinari, clero. È il momento di dire basta a questa austerità a favore dei pochi grandi proprietari (a cui invece si tagliano pure le tasse) per riaffermare le nostre priorità, i nostri bisogni in una sola piattaforma unificante di tutti gli sfruttati: uniamo le lotte e le rivendicazioni, perché solo uniti si vince. Contro il militarismo italiano e dell’UE, rivendichiamo come studenti il taglio, e non l’aumento, alle spese militari per combattere guerre che non ci appartengono e che storicamente hanno alimentato il terrorismo di oggi; rivendichiamo lo stop alle missioni militari all’estero; rivendichiamo la massima unità di studenti e lavoratori di tutte le nazioni contro i comuni oppressori. Contro tagli e “austerità”, rivendichiamo l’unico autentico diritto allo studio: la totale copertura economica delle spese degli studenti: a tempo pieno di studio, un salario pieno per gli studenti! Per una scuola di qualità, di massa, gratuita, gestita da lavoratori e studenti, e non da industriali e da preti! Non siamo bestie a cui dare le briciole che cadono dalla tavola dei padroni!

venerdì 27 novembre 2015

NASCONO GLI STUDENTI RIVOLUZIONARI A BOLOGNA



Per una politica studentesca rivoluzionaria a Bologna  

~ STUDENTI RIVOLUZIONARI

Pubblichiamo di seguito il documento d’analisi e prospettiva politica che fa da manifesto fondativo del nostro collettivo. Esso si basa su uno studio rigoroso della realtà sociale di oggi: la nostra linea ostinatamente rivoluzionaria, in un’ottica di superamento del capitalismo, non vuole essere un semplice grido di dolore di fronte alla miseria del nostro tempo. Al contrario, il nostro lavoro politico è ispirato dallo studio della realtà così com’è, sfrondata dall’ideologia dominante (così come dalle ideologie e dai metodi che hanno contribuito a demolire il movimento studentesco) e da ogni politica di compromesso con i (pochi) capitalisti che comandano l’intera società. Lo scritto emerge da un confronto paritario e democratico (che auspichiamo torni a essere il metodo universale del movimento studentesco) e si pone come elaborazione del nostro collettivo all’interno del comune percorso di costruzione di una tendenza studentesca rivoluzionaria che stiamo intraprendendo insieme a compagni di altre realtà locali. 

Contro la spirale militarista: nessun soldo, nessun uomo per la guerra! I soldi ci sono, che vadano a studenti e lavoratori!



I recenti attentati di Parigi (i quali hanno magicamente fatto riscoprire alla grande stampa che anche nel resto del mondo ci sono attentati terroristici) hanno fornito l’occasione politica alle classi dominanti europee e ai loro governi di lanciare una campagna di nazionalismo vecchio stile, di rilancio della spesa militare e di soppressione delle (poche) libertà pubbliche. È notizia dell’ultim’ora l’annuncio del presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker: “La Francia deve affrontare gravi atti di terrorismo e deve affrontare spese supplementari che non devono avere lo stesso trattamento delle altre spese”. Un principio che dovrà “valere anche per gli altri Stati”. Juncker conferma ciò che aveva già annunciato Hollande, cioè che la Francia sforerà i limiti imposti dall’UE sul deficit per maggiori investimenti “anti-terrorismo”. Posizione condivisa, manco a dirlo, da Matteo Renzi, che dichiara: “il patto di staibilità non si deve applicare alle spese della difesa […], quello che vale per la Francia vale anche per l’Italia”, rivendicando la paternità della proposta, che venne fatta nel 2014. “Ma ci fu detto di no”. A 100 anni esatti dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, questa santificata corsa al riarmo deve destare in noi studenti, in noi giovani, il massimo dell’orrore e dell’avversione: fu proprio chi aveva la nostra età un secolo fa a pagare il grande prezzo delle folli spese “per la difesa” dell’epoca, che non fecero che intensificare la spirale di violenza che portò alla strage della Grande Guerra (oltre 37 milioni di persone tra morti e feriti gravi). Tutto questo succede mentre continuano senza tregua i tagli agli stipendi, ai fondi per la sanità e per l’istruzione pubblica (a favore di quelle private, perlopiù di proprietà del clero), confermati dall’ultima legge finanziaria. Come studenti dell’Università di Bologna, siamo in particolare colpiti attraverso la revisione dei parametri ISEE (vedi questo articolo del CSR Firenze) per l’assegnazione delle borse di studio. Come questo “keynesismo militare” di rilancio della spesa bellica dimostra, di soldi per i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, gli studenti ce ne sarebbero eccome! Ma le priorità della spesa pubblica e degli investimenti sono decise dai “soliti noti”: banchieri, industriali, palazzinari, clero. È il momento di dire basta a questa austerità a favore dei pochi grandi proprietari (a cui invece si tagliano pure le tasse) per riaffermare le nostre priorità, i nostri bisogni in una sola piattaforma unificante di tutti gli sfruttati: uniamo le lotte e le rivendicazioni, perché solo uniti si vince. Contro il militarismo dell’UE, rivendichiamo come studenti il taglio, e non l’aumento, alle spese militari per combattere guerre che non ci appartengono e che storicamente hanno alimentato il terrorismo di oggi; rivendichiamo lo stop alle missioni militari all’estero; rivendichiamo la massima unità di studenti e lavoratori di tutte le nazioni contro i comuni oppressori Contro tagli e “austerità”, rivendichiamo l’erogazione di borse di studio di uguale valore agli esclusi dal bando Er.go: l’Università di Bologna i soldi per il campus Staveco li ha trovati – che trovi i soldi anche per le nostre borse ed integri il conributo straordinario Er.go! L’unico autentico diritto allo studio, che noi reclamiamo, è la totale copertura economica delle spese degli studenti: a tempo pieno di studio, un salario pieno per gli studenti! Per una scuola di qualità, di massa, gratuita, gestita da lavoratori e studenti, e non da industriali e da preti! Non siamo bestie a cui dare le briciole che cadono dalla tavola dei padroni!

STUDENTI RIVOLUZIONARI BOLOGNA

NAPOLI: QUARTO GIORNO DI LOTTA

Tutto resta invariato rispetto a ieri, con nuovi istituti in agitazione. -ITIS Marie Curie in stato di OCCUPAZIONE (nonostante i 7 denunciati!). SCUOLE IN PERENNE AGITAZIONE CONTRO LA LEGGE 107 E CONTRO I DIRIGENTI. Tra queste, spiccano il Tognazzi, il Carlo Levi, il Carlo Urbani, il Medi, l'Archimede e molte altre scuole come il Cavalcanti. Al Calamandrei oggi si è svolta l'assemblea d'istituto, tra animi accesi e voglia di protestare. Al Cavalcanti sono stati sospesi alcuni studenti perché erano in classe con i plaid addosso, dato che la scuola è senza il riscaldamento da settimane! Quando si utilizza la tattica del terrore e del ricatto, non si fa altro che alimentare la ribellione. Ci parlate tanto del fatto che questi istituti subiscano dei danni a causa delle nostre proteste... LA SCUOLA È NOSTRA, così come è nostro interesse preservarla! Così come stiamo tentando di preservare il diritto allo studio, vilmente attaccato dalla legge 107! Non permetteremo a nessun imprenditore di speculare nelle nostre scuole! 
MAI! 

LA SCUOLA PUBBLICA È DEGLI STUDENTI! 
LA SCUOLA DI RENZI È DEI MANAGER E DEI DIRIGENTI! 
CONTRO LA SCUOLA DEI PADRONI! MEGLIO UNA RIBELLIONE CHE UNA CONTINUA SOTTOMISSIONE!